Sogno che un giorno
queste
mie lacrime
cadute su questa
mia terra
possano generare, germogliare
il
verde della vita e della speranza.
Perchè tutto possa io dimenticare
ritrovando il mio sentiero
nel buio della foresta,
nel freddo della notte,
nell'indeterminatezza della nebbia.
E il mare lasciare a se stesso
ai suoi eterni flutti, flussi e riflussi
riflessi nel niente.
E intanto che lo osservo
il mare mi attraversa.
Scorre nelle mie vene,
bruciando col sale
il dolore che non passa.
E una primavera diventa impossibile.
E il
verde è già diventato il
blu del cianuro.
E le mie lacrime non generano niente.
E la mia terra se ne va da sotto i miei piedi.
E i miei occhi non sanno che fare
Ma ieri il mare era bellissimo.
E io lo guardavo da fuori a dentro.
Mare dentro mare fuori, che è vita.
E allora ancora sogno.
Sogno per (soprav)vivere.