mi hai fatto male
non te ne sei accorto
trasparente anima (la mia)
che suona col silenzio
delle parole tenute dentro
emozioni abbandonate
nelle lunghe ore perse
ad inseguire un buio
che tutto nasconda
ora e per sempre
poi disegni di mondi nuovi
arzigogoli del tutto che urla
siamo qui, siamo noi
figli anime vive nel cuore
cerca adesso per favore
di ritornare a sognare
ancora un poco,
prima di andare
è presto, troppo presto
per nel nulla dormire
E’ l’amore che è essenziale.
Il sesso è solo un accidente.
Può essere uguale
o differente.
L’uomo non è un animale
è una carne intelligente,
anche se a volte malata.
Fernando Pessoa
Ancora sempre di più. Non ce la farò mai. Mi sto imponendo un regime di razionalità, di autocontrollo, di immobilità assoluta. Uno spasmo del mio corpo. Una ferita che non cicatrizza. Da cui si vede il dentro che brullica di colori.
Che Sente quell'Amore Senza Ragione. Lo sente nelle parole, negli occhi, nei passi, nei jeans, negli occhiali, nel broncio, nella stanchezza, nei sorrisi, nelle parole, nelle immagini, nei sogni, nei racconti, nel caffè, nella maglia, nel giubbotto, nelle mani.
Ma in Silenzio Assoluto Finge di non Sentire.
E' stancante comprimere i sentimenti. E' stancante. E non ce la faccio. Non ce la faccio. E' tutto TROPPO più forte e SENTITO come una SPINTA a DIRE ... FARE... BACIARE
Il lucchetto che ho messo all'anima è più grosso di me e pesa come non mai.. ed in uno scambio con
Francoluis ne è nata una poesia a due anime e due cuori. Lontani.
Sto provando a legare l'anima
con un lucchetto più grosso di me
che pesa, pesa da portarsi addosso
Posso legarti con corde fatte di nuvole
è un lucchetto fatto di parole
per accarezzare il tuo cuore
E mi sembra di impazzire.
Se il cuore vede insieme luna e sole
si potrebbe anche morire
ma terrò la tua mano da un alba all’altra.
Non sono sicur* che legare la mente
sia la giusta soluzione
La soluzione giusta mai c’è
è giusto solo quello che nasce da te
Ma non capirò mai
Prova a leggere il mio cuore
forse toccherai lo stesso dolore
forse potrai cominciare a capire.
se posando la mia mano
sento muoversi il cuore
capirai che in fondo alla strada
c’è sempre amore
ma nel buio scompare
lasciandomi sol* un altra volta
lascerò accesa un candela sulla finestra
col tempo buono o la tempesta
perché tu possa non restare mai sol*
scritta da
fenicesulmare e francoluis
Questo post l'avevo già scritto un po' di tempo fa. Ma mi risuona spesso nella testa. Musica, colore,calore che non se ne vuole mai andare, che insiste dentro di me vibrando e facendo vivere quello che sento, che vorrei ma non posso, che sogno. E sogno e sogno ancora. In una follia di musica impazzita nella mia anima. Che riconosco. Che non riesco a non amare.
ATTO PRIMO : PROVE E ACCORDI
Prima, all'inizio prove
Ognuno suona da solo
Fa le sue prove di accordo
Come se gli altri non esistessero
Sento il suono dell'arpa
Sento le leggere percussioni
Come battiti di ali di farfalla
Che rimbombano nel mio cuore
Sento due viole a turno
Sembra si lamentino
Sembra un triste pianto
Quello che sto trattenendo
Vorrei andare a casa
Vorrei non essere qui
Per piangere liberamente
Mi concentro sulle immagini
La musica no è dolore
Ho troppe lacerazioni
Nella testa e nel cuore
Le immagini, le immagini
mi servono immagini
E allora guardo le persone
Anche io sono persona?
Me lo chiedo sempre.
Guardo tutti da fuori
Loro forse guardano me
(Ma tanto non mi vedono)
E non so cosa pensano
Mi sembrano tutti uguali
No .. c'e' un bel ragazzo
Tre file più avanti
Lunghi capelli castani
Sguardo assorto e intelligente
Ha la posa di un principe
E magari lo è davvero
Chissà, lo sguardo mio si perde
Gli occhi si svuotano e mi perdo...
ATTO SECONDO: IL CORO
Arriva il coro e penso a te
Penso sempre a te
Per questo devo piangere
Ma non per te, per me
Intanto ognuno continua
le sue indistinte prove
Il coro, donne e uomini.
Vestiti in modo diverso.
Perchè sempre distinzioni
così evidenti e sfacciate?
Ora non manca quasi nessuno.
Una bellissima immagine
Da dipingere in un quadro
Mi piacciono le orchestre
Mi sono sempre piaciute
Per la loro eleganza vera.
ATTO TERZO: APPLAUSI
Applausi applausi
Tutta l'orchestra
Tutto il coro si alza
E si inchina davanti al direttore
Che fa un direttore d'orchestra?
(Maestro viene chiamato, come Gesù)
Me lo sono sempre chiesto
Sono magia per me i suoi movimenti
Un dito che si muove impercettibilmente
E un suono che nasce immediatamente
Come fa? Come fanno?
Chiudo gli occhi
Il coro entra in me, ancora penso a te
Al tuo canto che mi pacifica
Una voce sola, una voce
Fatta da novanta voci
(ebbene sì, li ho contati)
Tutte voci diverse, ma unite
Il diverso che si unisce
in una armonia insperabile
E poi gli strumenti ancora diversi
Ancora insieme alle voci
ATTO QUARTO: ARMONIA DENTRO
E' bello guardare il movimento
di mani che pizzicano le corde
Di archetti che si muovono
Di fiati luccicanti che si alzano
E poi si abbassano e ancora le voci
E tutti insieme tutti diversi
E tutti insieme diventano uno
Una sola armonia che entra
dentro l'orecchio, l'occhio
il cervello, il cuore, l'anima
(esiste davvero l'anima?
perchè ti penso sempre?)
E il maestro con il suo corpo
Una magia di movimento
Che tutto porta in una sola direzione
Una magia di movimento
Per me incomprensibile
Chiudo di nuovo gli occhi
ma li riapro subito
Non posso fare a meno
di guardare con i miei occhi
quello che altri sensi
mi portano dentro
ATTO QUINTO: COLORI
Il colore della musica: rosso
Sfondo rosso. Camicie bianche
Abiti neri. Spartiti bianchi.
Leggii grigi. Sfondo rosso.
Strumenti di legno (calore)
Strumenti di ottone (brillano)
E luce, luce sull'orchestra
Luce sul coro, dentro di me
(che ancora penso a te).
ATTO SESTO: MAGIA INSIEME
La musica si ferma, si fa silenziosa
Solo il coro di voci, più alte
E poi di nuovo anche la musica
Violini, viole, bassi, ottoni
Una timida arpa, percussioni lontane
Ognuno sembra solo
e invece tutti sono insieme
Come fanno?.. mi chiedo ancora
Come fanno a sapere il momento?
Ognuno sa il momento e cosa
Senza farsi influenzare dal vicino
che ha altro momento e altra cosa
Tutti diversi eppure tutti insieme
Come fanno a riuscirci?
Mi sembra tutto quasi magico
ATTO SETTIMO: MARE
A volte la musica sembra più tranquilla
A volte è tutto troppo forte
Tutti insieme, tutti con il loro massimo
Sempre in armonia, ma con forza
come se quasi fosse rabbia che esplode
ma poi di nuovo piano piano
come le onde del mare
che si gonfiano si gonfiano
fino a che si sfracellano sugli scogli
e tornano indietro per ricominciare
ATTO OTTAVO: FOLLIA
Sono già perso, sono già altrove.
Chi è quel pazzo, quel pazzo
che ha scritto la musica che sento dentro
quella che mi rimbomba fatta di sensazioni
tutte diverse, ma che tutte insieme
sembrano davvero magiche?
Chi è quel pazzo che mi ha messo
tutta questa musica, che cresce
cresce per ogni sguardo, per ogni gesto
nel bene e nel male, tutto insieme
corpo, cervello, cuore e anima
(ma esite davvero l'anima?
e io perchè penso sempre a te?)
Chi è quel pazzo che ha creato
questa musica, e questa orchestra?
E poi l'ha messa, (tutta questa orchestra
che suona dentro di me)
l'ha messa in un teatro da demolire?
Da
DonnaFlora ricevo e pubblico più che volentieri
Un'ostrica che non è stata ferita non produce perle.
Perle sono prodotti del dolore, risultati dell'entrata di una sostanza estranea o indesiderabile nell'interno dell'ostrica, come un parassita o un granello di sabbia.
Nella parte interna della conchiglia esiste una sostanza luccicante chiamata nácar.
Quando il granello di sabbia penetra, le cellule di nácar cominciano a lavorare e coprire il granello con strati per proteggere il corpo indifeso dell'ostrica. Come risultato, una bella perla si formerà lì nel suo interno.
Un'ostrica che non è stata ferita, mai produrrà perle, perché la perla è una ferita cicatrizzata.
Tu ti sei già sentito ferito con le parole di qualcuno ?
Sei già stato accusato di aver detto cose che mai hai pronunciato?
Le tue idee sono già state rifiutate o mal interpretate?
Hai già sentito duri colpi di pregiudizio?
Hai già ricevuto in cambio l'indifferenza?
Ti sei sentito abbandonato?
Allora hai prodotto una perla!
Copri le tue pene con vari strati di amore.
Per questo continuo a sbagliare.