Luce e Buio

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Sento e Sogno
Utente: fenicesulmare
Nome: fenice sul mare

Sono solo quello che Sento



Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

(Fernando Pessoa)


i sogni [a volte] parlano








Odi et Amo
Odio
Poco..
ma talmente
intensamente
da averne paura
Amo
Tanto..
e talmente
intensamente
che ne ho paura


Parole e pensieri

rAccolti
I desideri che salvano
Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così... Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non si ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare. Oceano Mare Alessandro Baricco

Nel buio
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Sentire oltre la luce oscura della ragione
nel buio luminoso dell'anima
e nello splendore della capacità di sognare.
mercoledì, 21 gennaio 2009
Convers-azione


Immagine da web


Un monaco zen viveva con suo fratello, cieco d'un occhio e idiota.
Un giorno, proprio quando un famoso teologo era venuto da lontano per parlargli, egli era stato costretto ad assentarsi. Disse allora a suo fratello:
"Ricevi e tratta bene questo erudito! Soprattutto non aprire bocca e tutto andrà bene!" Il monaco abbandonò il monastero. Al suo ritorno andò subito dal suo ospite: "Ti ha ricevuto bene mio fratello?" gli chiese. Pieno di entusiasmo il teologo esclamò: "Tuo fratello è una persona notevole. E' un grande teologo." Il monaco, sorpreso, farfugliò: "Come?...Mio fratello, un...teologo?"

"Abbiamo avuto una conversazione appassionante," continuò l'erudito "esprimendoci solo a gesti. Io gli ho mostrato un dito, lui ha replicato mostrandomene due. Allora gli ho risposto, logicamente, mostrandogli tre dita, e lui mi ha lasciato sbigottito mostrandomi un pugno chiuso che metteva fine al dibattito... Con un dito, io gli ho indicato l'unità di Buddha. Con due dita, lui ha allargato il mio punto di vista ricordandomi che Buddha era inseparabile dalla sua dottrina. Soddisfatto della replica, con tre dita, gli ho dato a intendere: Buddha e la sua dottrina nel mondo. E allora lui mi ha dato una risposta sublime mostrandomi il pugno: Buddha, la sua dottrina, il mondo, formano un tutto. Questo vuol dire davvero superare se stessi."


Poco dopo il monaco andò da suo fratello:
"Raccontami com'è andata con il teologo!"

 "E' semplice" disse il fratello. "Lui mi ha provocato mostrandomi un dito per farmi notare che io avevo un occhio solo. Non volendo cedere alla provocazione, ho risposto che lui era fortunato ad averne due. Lui ha insistito, sarcastico: "Comunque, sommando quelli di entrambi, fanno tre occhi". E' stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mostrandogli il pugno chiuso l'ho minacciato di stenderlo all'istante se non la smetteva con le sue malevoli insinuazioni".

Alejandro Jodorowsky, "Il dito e la luna"







E' sempre davvero così impossibile comunicare?

Eppure la mia anima agisce e re-agisce
a tutto, ma proprio a TUTTO.

Ma soprattutto sente
[lieve-mente, ascolta e sente]
E ho imparato a lasciarla fare.
[Lei sola sa davvero cosa vuole.
]
Ma di certo
nella sua azione e re-azione
esiste comunic-azione

col dentro, col fuori,
da fuori a dentro e  da dentro a fuori.


Nella mia totale IN-certezza
[la certezza interiore che alcuni leggono male]



Scritto da: fenicesulmare alle 21:11 | Per : dentro, giocare, passaggi
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giovedì, 15 gennaio 2009
Il funambolo [equilibrio in-stabile]



Immagine da web



Son maestro di follia,
vivo la mia vita sulla fune
che separa la prigione della mente
dalla fantasia.
Il mio futuro è nel presente
ed ogni giorno allegramente [si fa per dire certo,...]
io cammino sul confine immaginario
dell’orizzonte mentre voi,
signori spettatori, mi guardate dalla strada,
cuori appesi ad un sospiro
per paura che io cada
ma il mio equilibrio è in cielo
come i sogni dei poeti,
mai potrei viver come voi
che avete sempre la certezza della terra sotto i piedi.

Son maestro di pazzia
e vola sulla corda la mia mente
a rincorrere i pensieri
ad inseguire l’utopia
di catturare almeno un “oggi”
prima che diventi “ieri”
e provare a far danzare il tempo.

Signori spettatori lo spettacolo è finito,
vi saluto con l’inchino,
sempre in bilico sull’orlo del destino
e un sorriso avrò per tutti voi,
che vediate nel funambolo un buffone
o che vediate in lui un artista
e ringrazio chi ha disegnato questa vita mia perché
mi ha fatto battere nel petto
il cuore di un equilibrista.

(Ratti della Sabina)




ma se vivi sul filo
 in equilibrio in-stabile
c'e' sempre chi poi
ti da una spintina
per ricordarti
che sei solo un puntino
di niente
ASSOLUTO
sospeso
nel VUOTO

Scritto da: fenicesulmare alle 20:33 | Per : dentro, giocare
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sabato, 03 gennaio 2009
Appes*
abbraccio Abbraccio - olio su tela

Appes* ai miei pensieri
Tenut* con le CORDE
dei miei senti-menti
Centri-fuga dell'anima
E del cuore attorcigliati
in una con-sapevolezza
colpevole so-spesa
in un cielo troppo nero
So chi sono
ma nessuno lo sa
Spesa continua
con la moneta dell'amore
che porto dentro
e che cerco di dare fuori
In-chi-odiat* al tempo
che non passa mai
Dentro Chi vorrei odiare
Ma che esplode in colori
Ad ogni re-spiro nuovo.
Così resto appes*
Spirando e re-spirando.
Nel sotto-vuoto spinto
del mondo che gira
in-differente.

[tempo archiviato e gettato via]

Scritto da: fenicesulmare alle 12:10 | Per : dentro, contrasti
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