Una passeggiata all'
Antro del Corchia.
In una camminata dentro.
Dentro il cuore della montagna.
Dentro il cuore dell'anima.
Tre porte da tenere chiuse all'inizio.
Per evitare correnti d'aria a 90 km orari che porterebbero via.
Porterebbero via.
Peccato che le mie porte non sanno stare chiuse.
La porta dell'anima. Che tutto lascia entrare.
La porta del cuore. Che batte impazzito.
La porta dei sentimenti che non riesco MAI a chiudere.
Tre porte.
Che dovrebbero stare chiuse.
E dentro. Un percorso tracciato.
La strada da seguire.
Eppure si vedono in alto altri cunicoli.
Che non sai dove porterebbero.
Eppure si vedono in basso abissi di vuoto.
Che vorresti a volte ti nascondessero.
Ma vai avanti nella strada tracciata.
Non si può sgarrare. La strada è quella.
Non toccare quelle pareti di anima. Così vive.
Così lente. Cosi immense.
E poi una pozza d'acqua.
Immobile.
Non può evaporare. Nessuno la alimenta.
Immobile.
Acqua pura. L'acqua dell'amore.
Acqua che sta lì da migliaia di anni.
Da sempre dentro di me.
E' lei che genera tutto?
Spigoli e concrezioni. Rocce di mille colori.
E ancora cunicoli. E ancora misteri.
Mi sento completamente persa.
Completamente.
E non so chiudere quelle porte.
Non so.