Accade che le affinità d'anima
non giungano ai gesti e alle parole ma
rimangano effuse come un magnetismo.
É raro ma accade. Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l'oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio.
Tanto e altro può darsi o dirsi.
Comprendo la tua caparbia volontà di
essere sempre assente perché
solo così si manifesta la tua magia.
Innumeri le astuzie che intendo.
Insisto nel ricercarti nel fuscello
e mai nell'albero spiegato, mai nel pieno,
sempre nel vuoto: in quello che
anche al trapano resiste.
Era o non era la volontà dei numi
che presidiano il tuo lontano focolare,
strani multiformi multanimi animali domestici;
fors'era così come mi pareva
o non era. Ignoro se
la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l'innocenza é una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari.
Di me, di te tutto conosco,
tutto ignoro
Eugenio Montale

Escher-Metamorphosis
Immagini di sotterranei,
buio,
cunicoli, complessi
Ma vita,
ovunque
Ma caos
assoluto
Mi muovo in mondi
Sotto
Sotto tutto
E non capisco,
ma seguo
quello che capita
come capita.
un labirinto
dove mi perdo
ma anche
non mi perdo
perchè
non mi sento smarrire
ma quasi
a casa
Fragile con-tatto
con la parte più oscura
che così oscura
non lo è mai stata
[davvero]
Meta-morfosi
dell'anima?
Non ho mai
le domande giuste.
Ma le risposte sì
Le ho tutte.
Dentro
Sotto
In fondo.

Il riflesso di mezzanotte
Ho dipinto l'albero.
Da un sogno
.....
E' buio dietro l'albero.
Davanti
all'albero una pozza d'acqua.
Dietro
l'albero la notte e
una luna (ma che è
anche sole)
che piano piano sale.
Quando sarà
mezzanotte,
quello diventerà un'opera d'arte
un dipinto reale in tre dimensioni.
Il riflesso di mezzanotte si chiama.
Perchè la
luna-sole riflettendosi insieme all'albero
nella pozza d'acqua davanti
creerà un risultato che lascia senza fiato.
Vorrei fermarmi lì.
E perdermi guardando
l'albero e tutto il resto.
...
(leggi tutto il sogno)
Sono con una amica, Chiara, su uno strano piccolo mezzo di legno. Noi stiamo in piedi, tenendoci per mano. Questo veicolo vola. Ed è guidato da non sappiamo chi. Vola basso su strade di paesini di montagna che la mia amica mi descive con minuzia di particolari, anche se io ci sono già stato. Improvvisamente, poi, il volo si fa alto. E dall'alto vediamo un paese dove andavo da bambino a giocare a pallone con gli amici del paese di mia nonna. Chiara mi dice il nome, ma sbaglia ... no dico il paese è questo sono siuro, lo riconosco. Ti stai confondendo. Allora lei smette di raccontare. E vedo dall'alto tutte le case in pietra. Tutte senza tetto, abbandonate. In mezzo al verde delle piante e dei prati. Separate le une dalle altre. Senza tetto, ma ognuna piena di qualcosa, una di sabbia, una di sassi tondi e levigati, una di piante nate dentro. Ma in fondo c'e' la Chiesa e la piazza, che invece è piena di persone che passeggiano al sole dell'estate nella polvere delle strade e della piazza sterrata. Ed è bello. Poi improvvisamente il veicolo comincia a precipitare precipitare ed abbiamo paura e cominciamo a scivolare e cadere su sabbie colorate, gialle, arancioni e e rosse. E scivoliamo a velocità pazzesca.. allora io dico, dobbiamo controllare noi. Dobbiamo scrivere quello che ci immagiamo siano questi colori, così li possiamo controllare. E non siamo più insieme. Comincio a scrivere e ripercorro l'intero percorso, questa volta da solo. Per capire dove mi porta. E io conosco tutto, ogni strada, ogni casa, ogni panno steso al sole di una calda estate. E torno sopra il paese, ma questa volta vedo subito le sabbie colorate e vedo che stanno in mezzo al verde e sono solo scivoli naturali per giocare e divertirsi con i colori.
Ed allora di nuovo vedo le case scoperchiate, e le persone che passeggiano, ma vedo anche i colori che mi aspettano in fondo. E da cui non posso scappare. E questa volta scivolando sulle sabbie colorate scelgo io il colore, ogni volta.
E poi di nuovo precipito in un altro sogno.
E sogno il palcoscenico e il mare gonfio di futuro che ho cercato di vivere ieri sera.
Un abbraccio, un sentire dentro.
Due occhi, un essere rinnovato
Un anima, un sogno senza fine
Che diventa diga finalmente liberata
che travolge la mia anima e lava via
le incrostazioni dei minuti passati
Che diventa luce in una stanza chiusa
che illumina i luoghi della nostra casa
quei luoghi accoglienti dove ci ritroviamo
Che diventa un onda di elettricità vitale
che fa fibrillare il mio cuore impazzito
che crea fuochi di artificio tra i neuroni stupiti
Che diventa pioggia nella siccità estiva
che rinfresca campi, profumando l'aria
e fa di nuovo brillare i prati di palloni che volano
Che diventa lo spalancare di porte alla tempesta
che ci agita dentro, senza che si riesca a fare niente
per riuscire a liberarla, per mandarla via
Che diventa vita, sogno, aria, acqua, fuoco, terra,
carne, sangue, anima, colore, calore, casa, famiglia,
dentro, fuori, sentire, essere, sognare
che eri te e diventa me. Che ero io e mi sono riconosciuto
I sogni sono tutto quello che mi resta:
io sono l'uomo dei sogni
e sono la donna delle illusioni
ma sono un niente etereo
il sogno che mi accompagna
nasce non da fantasia,
non da idea della mente
nasce da solo,
nasce da un sentire più forte di tutto
più forte dell'intelligenza che dice NO
più forte del dolore che dice BASTA
più forte delle parole che dicono MAI
Continuo a sognare
Da solo.
Continuo a sentire
Da sola.
Io sento, io sono, io sogno
Notte di Novembre
Il lago che riposa
Le onde che piano
si infrangono sulle rive
Intorno silenzio
Intorno luci cittadine
Riflesse nell'acqua
Che si muove leggera
Tutto vive qui
Io e il mio dentro,
io e il mio fuori
Tocco l'acqua
sognando un mare
Cigni incuranti del buio
ancora nuotano eleganti
cercano cibo,
puliscono le ali
La luna opaca
dietro le nuvole
Una passerella di legno
attraversa tutto il lago
Attraversare
Andare di là
Andare oltre
Mi piacerebbe..
Parole sulla pietra
Piuttosto che essere io
E' meglio essere noi
Sringono le mani
Stringo le mani
E tutto il mare del mondo
ritorna dentro di me.
E poi piano fluisce via
Ancora lasciando un vuoto.