Luce e Buio

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Sento e Sogno
Utente: fenicesulmare
Nome: fenice sul mare

Sono solo quello che Sento



Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso volere d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

(Fernando Pessoa)


i sogni [a volte] parlano








Odi et Amo
Odio
Poco..
ma talmente
intensamente
da averne paura
Amo
Tanto..
e talmente
intensamente
che ne ho paura


Parole e pensieri

rAccolti
I desideri che salvano
Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così... Io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo... salvarmi, ecco: salvarmi. Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, essere buoni, essere giusti. No. Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro, e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei si rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti del male. E' lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci. Non si ne esce. Quando era troppo tardi, io ho iniziato a desiderare. Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare. Oceano Mare Alessandro Baricco

Nel buio
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Sentire oltre la luce oscura della ragione
nel buio luminoso dell'anima
e nello splendore della capacità di sognare.
sabato, 17 maggio 2008
The show must go on?

Inaspettato. Improvviso. Inaccettabile.
Un cuore che si rompe, portando via anche l'anima .
Il respiro. La vita. I figli. Il calcio. Il teatro. Le risate.
Le incazzature. I dubbi. Le certezze. Via tutto.
In pochi attimi.
Un vuoto. Un vuoto che non si colma.
[Sono cose che capitano. Succedono.]
Ma non basta a farsi passare il pensiero.
E ti rivedi le parole, le immagini. Le battute.
Gli scherzi. Come il nome falso e io che ci credevo.
Il recitare. E quel 'Filume'...' sentito e risentito nelle prove
ogni volta diverso. [Ogni volta con una sfumatura diversa.]
E dici e ora? Ora non vorranno mica davvero continuare?
E' la legge del teatro.
Non è la mia legge.

The show must stop.
Scritto da: fenicesulmare alle 23:01 | Per : storie, teatro, dolore
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martedì, 15 gennaio 2008
Attorando
L'attore è un atleta del cuore.
(A Artaud)


Il corso di oggi è stato veramente difficile... ma tanto. Eravamo solo quattro e questo ha reso la lezione più intensa e difficile di altre volte. Ho dovuto recitare per tutto il tempo la parte di una donna che con uno o l'altro dei compagni di avventura aveva da mostrare le più disparate sensazioni, passando in breve tempo dall'una all'altra. A partire da amore, passione, gelosia, tristezza, rabbia (e mi hanno OBBLIGATO a dire un sacco di parolacce che di solito non mi vengono troppo naturali), lussuria, delusione, dolore, paura, sicurezza. E allora ho abbracciato, accarezzato, detto parole d'amore, pensando ad altri, ho picchiato, ho urlato, ho sibilato, ho implorato. Sono diventat* depress*. E poi improvvisamente pien* di certezze e di futuro (con una convinzione prossima allo zero assoluto, ma tanto era convinto l'altro)
Ora devo dire che nei sentimenti negativi vengo particolarmente bene.. in quelli positivi più difficilmente. L'ironia invece, la metto dappertutto cosicchè anche le cose serie mi diventano particolarmente comiche.. ad esempio se nell'improvvisazione della gelosia il partner mi dice che l'ho tradito che non posso negare perchè  mi hanno visto decine di persone.. a me non viene di rimanere con lo sguardo truce e incazzarmi ancora di più a me viene da dire "Eh decine di persone..  e che ero in mezzo ad uno stadio ..."  e la tensione si volatilizza tra gli sghignazzi degli spettatori, che oggi erano tre gatti: gli altri due aspiranti attori e l'insegnante.
Se poi mi dicono di fare il dolore, io sto zitt* perchè è quello che faccio quando sto male.. è vero che il pubblico non capisce.. ma io non so che dire ... non mi viene di dire "cavolo come sto male"... no non mi viene. I miei pensieri nella realtà rimangono muti.
Ed io non so come si fa a stare male PARLANDO ..  a me mi hanno abituato a essere quasi trasparente da piccolo.. e meno parlavo e meno rumore facevo meglio era.
Ne è nata una vivace discussione in cui sono stat* invitat* a togliermi la testa dalle spalle e lasciarla a casa.... troppo cervello ci metto... meno cervello e più sentimento.. Ma il sentimento è mio. E' quello che di più chiaro ho dentro di me... Mi fa paura buttarlo lì fuori davanti a tutti. Mi fa paura.
Per questo sono lì. Mi hanno risposto. Per questa paura da mandare via.

Scritto da: fenicesulmare alle 01:10 | Per : teatro, dentro
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giovedì, 10 gennaio 2008
Un personaggio da trovare
Devo cercare un personaggio che vorrei essere. Per lo studio di teatro.

A parte che vorrei essere Adamo e lo sono già col post 518, cosa vorrei essere o rappresentare?
A dire il vero mi sembra difficile, ma cercando in grande... (ma in grande...)

Attori

Vorrei essere Bruce Willis. Ma mi pare un po' troppo ....
(Il personaggio da lui interpretato che mi è piaciuto molto è lo psicanalista ne 'Il sesto senso', e l'adulto che ritrova se stesso bambino in 'Faccia a Faccia' olte che tutto TUTTO Moonlighting
Vorrei essere Jack Nicholson che fa finta di essere pazzo in Qualcuno volò sul Nido del Cuculo.
Vorrei essere Winona Rider nella 'Ragazza Interrotta', mi piace il nome 'Ragazza Interrotta'

Religione
Vorrei essere un prete tormentato dai dubbi per tutte le tragedie che colpiscono questo povero mondo e per l'esistenza del dolore nei BAMBINI.
Vorrei essere Gesù che ritorna sulla terra e cambia tutto quallo che la Chiesa ha costruito non capendo un' acca e trasformando la sua parola soprattutto in business.. (un po' troppo)

Eroi e miti

Vorrei essere Teseo che deve attraversare il labirinto per trovare il Se stesso minotauro. E pur essendo un eroe ha tanta paura (bello ma difficile)
Vorrei essere anche il Minotauro
Vorrei essere Giasone che subisce la pazzia di Medea (a me Medea mi sta sulle scatole)

Arte

Vorrei essere un pittore pazzo come Van Gogh (perso nei girasoli e nelle notti stellate)
Vorrei essere un musicista sordo come Beethoven (perso nelle note)
Vorrei scrivere la musica per Dio come Bach (perso tra le canne d'organo in meravigliose chiese gotiche)
Vorrei essere un pazzo scatenato come Mozart (perso nella sua mente geniale)

Letteratura
Vorrei essere Leopardi davanti all'infinito del suo colle (perso nell'annegamento nell'immensità)
Vorrei essere il Piccolo Principe, con il suo fiore prezioso ed la sua nostalgia
Vorrei essere l'Uomo del bicentenario del racconto di Asimov


Alla fine forse sceglierò il prete (ma ho ancora un po' di giorni per pensare).
D'altra parte dire la messa era uno dei giochi che facevo da piccol* (a casa della nonna eh..)
Scritto da: fenicesulmare alle 22:49 | Per : teatro, giocare
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mercoledì, 19 dicembre 2007
Il post 518 di Adamo

Quando ho letto per la prima volta questo post mi sono chiaramente riconosciut* e mi ha fatto un po' paura. L'ho scelto per il teatro e l'ho imparato a memoria. Me lo hanno fatto urlare e sussurrare. Mi ci hanno fatto piangere sopra quando mi hanno detto di farlo come io lo sentivo. E' qualcosa che mi muove nel mio profondo. E non so di preciso perchè. Ma ringrazio chi l'ha scritto. Mi accompagnerà fino a Giugno questo post. Sarà il mio indicatore di come cresce o non cresce il mio modo di aprirmi e fare teatro. Grazie, Adamo.


Mi tendo la mano

Sono giunto all'incrocio. La mia strada mi ha portato qui, e mi vien da vomitare dalla consapevolezza.
C'è il vento che mi fa lacrimare gli occhi, ma il cielo è bello e senza nuvole.

E c'è il mare, gonfio di futuro.

Ho camminato molto lentamente. Qualche volta, per la fatica e per il dolore, mi son fermato al bordo della strada, a piangere e a riprendere fiato. Ho pregato che qualcuno mi tendesse la mano, ma nessuno è mai passato. Così mi alzavo da solo e più solo. E lentamente, camminando, ho smesso di pregare.

Il sole è basso all'orizzonte. Nel vuoto in cui mi trovo ci sono io, con la mia serena incompletezza. 
Immobile, non penso a niente. Voglio solo respirare e sentire il vento. 
Se mi osservo da lontano, mi posso vedere.

Non sono che un uomo.

Domani è già arrivato. Non è quando ti svegli, ma è quando apri gli occhi. 
Agire, o aspettare: agire, e piangere; aspettare, e morire. Il vento.
Nella mia immobile attesa, posso ancora scegliere di vivere.
Agire, e forse vivere. Aspettare, e forse capire.


E' ora di capire, per divenire.

Adamo - Post 518


Scritto da: fenicesulmare alle 00:38 | Per : teatro, luci e ombre
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martedì, 11 dicembre 2007
Come Cattiv* non ci ha creduto nessuno
A teatro
una breve frase scelta all'inizio della serata... io ho scelto:
"Come un onda del mare
mi infrango,
mi sfrango
mi sfracello
sugli scogli,
ma riparto sempre"

Prima parte: questa frase è stata detta urlata sussurrata in mille modi,
da sfatti dalle canne, a innamorati, a sfiduciati, a che se la tirano, a irosi,  convinti, depressi,  cattivi,  stupidi,  annoiati,  smarriti, ubriachi, tristi, malinconici, appassionati, euforici, esaltati (e questo non mi veniva proprio..).

Secoda parte: uno sceglieva due o tre emozioni e le interpretava per gli altri
ho scelto depressione e cattiveria..
Alla prima mi hanno indovinato l'emozione (!!)
Alla seconda mi hanno detto solo che ero forte molto forte e convint*.
Ma cattiv* proprio no...  Proprio no... e ci avevo messo tutta la cattiveria che potevo, tutta tutta, tutta.
Che tristezza!!!
Ora mi dovrò allenare per la prossima volta.
Scritto da: fenicesulmare alle 01:09 | Per : teatro, contrasti
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martedì, 27 novembre 2007
Il teatro della vita

Respirazione. Riscaldamento. Movimenti liberi. Lenti e ampli.
Poi gioco dello specchio.. com'è difficile fare lo specchio di un'altro.. sbaglio destra e sinistra e divento uno specchio a scoppio ritardato (molto ritardato) e mantenere la serietà diventa ancora più difficile specialmente se chi hai davanti fa dei versi allucinanti che tu non fai MAI...


E poi improvvisazione. O meglio metà e metà. A meta dovevamo recitare la seguente scena:
immaginare una persona che non vuole comunicare con noi  facile !!!
immaginare che di proposito ci ignori ma parlano di me??
immaginare che per noi è una persona importante sono proprio io!
immaginare che noi stiamo soffrendo  ma va?
immaginare di voler comunicare
immaginare che sia difficile perchè l'altra persona è arrabbiata con noi e finge di leggere un libro mentre noi la guardiamo, la cerchiamo, e vogliamo capire cosa c'e' che non va 
alla fine alzarsi con indecisione, tornare indietro andare avanti e alla fine dire - Guardami, ti prego, ho bisogno di te stasera.
immaginare nessuna reazione, massima indifferenza dall'altro, massima rabbia in noi
immaginare di strappare il libro di mano dicendo - Questo fottuto libro è più importante di me?
immaginare nessuna risposta
urlare con rabbia - Perchè ce l'hai con me? Cosa ti ho fatto?-  E finalmente l'altro risponde 

La comunicazione è stabilita.
Inizia la parte da improvvisare (con determinate regole)
Ma deve esserci un litigio

Mi è sembrato molto di recitare il mio mare dentro-mare fuori.


Scritto da: fenicesulmare alle 00:59 | Per : teatro, colori, contrasti, luci e ombre
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