L'attore è un atleta del cuore. Quando ho letto per la prima volta questo post mi sono chiaramente riconosciut* e mi ha fatto un po' paura. L'ho scelto per il teatro e l'ho imparato a memoria. Me lo hanno fatto urlare e sussurrare. Mi ci hanno fatto piangere sopra quando mi hanno detto di farlo come io lo sentivo. E' qualcosa che mi muove nel mio profondo. E non so di preciso perchè. Ma ringrazio chi l'ha scritto. Mi accompagnerà fino a Giugno questo post. Sarà il mio indicatore di come cresce o non cresce il mio modo di aprirmi e fare teatro. Grazie, Adamo.
Mi tendo la mano
Sono giunto all'incrocio. La mia strada mi ha portato qui, e mi vien da vomitare dalla consapevolezza.
C'è il vento che mi fa lacrimare gli occhi, ma il cielo è bello e senza nuvole.
E c'è il mare, gonfio di futuro.
Ho camminato molto lentamente. Qualche volta, per la fatica e per il dolore, mi son fermato al bordo della strada, a piangere e a riprendere fiato. Ho pregato che qualcuno mi tendesse la mano, ma nessuno è mai passato. Così mi alzavo da solo e più solo. E lentamente, camminando, ho smesso di pregare.
Il sole è basso all'orizzonte. Nel vuoto in cui mi trovo ci sono io, con la mia serena incompletezza.
Immobile, non penso a niente. Voglio solo respirare e sentire il vento.
Se mi osservo da lontano, mi posso vedere.
Non sono che un uomo.
Domani è già arrivato. Non è quando ti svegli, ma è quando apri gli occhi.
Agire, o aspettare: agire, e piangere; aspettare, e morire. Il vento.
Nella mia immobile attesa, posso ancora scegliere di vivere.
Agire, e forse vivere. Aspettare, e forse capire.
E' ora di capire, per divenire.


sono proprio io!





